La versione “basic” della talassoterapia (dal greco thalassa, mare) fa bene a tutti ed è alla portata di tutti… quelli che sono al mare. Consiste nel fare bagni, nel respirare a pieni polmoni, nel prendere un po’ di sole. Già così, la “cura del mare” funziona: il massaggio chinesiterapico delle onde migliora la circolazione linfatica e venosa; l’aerosol marino – più efficace quando il mare è agitato – fa arrivare alle vie aeree elementi minerali benefici; il sole favorisce la produzione di vitamina D, importante per la robustezza delle ossa, e migliora l’umore. Del resto, come diceva Euripide già 2500 anni fa, “il mare guarisce gli uomini”.

Doppio effetto con la sabbia
Per un effetto potenziato si può ricorrere alla talassoterapia “vera e propria”, quella che si fa negli appositi centri e che prevede bagni a 37° (la stessa temperatura del corpo, per migliorare la circolazione linfatica) e immersioni a freddo (per stimolare la circolazione venosa e il tono muscolare). In entrambe le situazioni, le sostanze benefiche contenute nell’acqua di mare penetrano per osmosi nei tessuti. Ai bagni si possono associare la psammatoterapia, nome scientifico delle sabbiature, che sfrutta le proprietà della sabbia calda per combattere dolori reumatici e articolari, e impacchi di alghe marine e fanghi.