Ormai da anni, le varie agenzie internazionali ammoniscono periodicamente sulla scarsità d’acqua che ci troveremo ad affrontare a breve. Per colpa dell’aumento della popolazione e  degli allevamenti, entro il 2025 l’acqua sulla Terra sarà decisamente meno del necessario. Ma per fortuna arriva anche una buona notizia: almeno a grande profondità, c’è più acqua di quanto si pensasse. Lo ha messo in luce lo studio “Water input into the Mariana subduction zone estimated from ocean-bottom seismic data” da poco pubblicato da un gruppo di ricercatori della Washington University in St Louis sulla rivista scientifica “Nature”.

Molto più in profondità
Gli studiosi hanno analizzato la placca del Pacifico in corrispondenza della fossa delle Marianne e hanno dimostrato che la placca oceanica che va in subduzione al di sotto della placca delle Filippine (cioè la placca che “scivola sotto”) può contenere  al suo interno acqua fino a 30 chilometri di profondità. Questo vuole dire che l’acqua scende 10 volte più in profondità rispetto a quanto si pensasse fino a poco fa. Inoltre, la quantità d’acqua che si infiltra nella placca che va in subduzione è quattro volte maggiore rispetto a quanto si è ritenuto fino ad ora. Applicando questo dato a tutte le placche terrestri che hanno la stessa età e temperatura media della placca pacifica, si arriva alla necessità di rivedere, per fortuna all’insegna dell’aumento, il contenuto in acqua a livello globale.