Una domanda che assilla i neogenitori: quando bisogna iniziare a dare l’acqua al bebè? L’Organizzazione Mondiale della Sanità risponde con una raccomandazione: fino ai 6 mesi di vita il neonato dovrebbe assumere solo latte materno (o in alternativa latte in formula). Ovviamente, non andrebbero somministrate altre bevande, come camomilla e tisane, perché potrebbero “riempire” il pancino dando la sensazione di sazietà. Alla fine dei sei mesi, il piccino può iniziare le prime fasi dello svezzamento e si può incominciare a introdurre l’acqua nella sua dieta.

Insieme alla pappa
I piccolini dovrebbero incominciare a bere – anche questa è una piccola conquista – inizialmente durante i pasti. Ovviamente, l’acqua va data con un biberon e poi con una tazza man mano che il bambino cresce. Sono importanti anche le dosi: fin quando ha pochi mesi, il bebè dovrebbe assumerne piccole quantità per arrivare circa al litro al giorno, cioè quando di norma il bimbo non assume più latte materno. Verso i tre anni, poi, l’apporto idrico diventa del tutto simile a quello di una persona adulta. Naturalmente, queste sono indicazioni di massima: ad esempio se il piccino ha la febbre, o fa molto caldo, la quantità di acqua può essere aumentata.

Acqua “giusta” per crescere
Ai bebè è consigliato dare un’acqua oligominerale naturale, non effervescente. Conviene conservarla in bottiglie di vetro, perché è un materiale meno deteriorabile della plastica. Va bene anche l’acqua del rubinetto se è potabile e testata: nel dubbio, si può farla bollire (e poi raffreddare, ovviamente) prima di darla al bambino.